
Le ultime vicende sul Tibet, dove per ottenere da parte del Congresso di Stato e dei Capitani Reggenti una dichiarazione di condanna della violenta repressione attuata dalla Cina in Tibet, il nostro Presidente ha dovuto portare avanti per ben 6 giorni lo sciopero della fame prima di veder accolte le sue richieste; la bocciata richiesta di voto per i cittadini sammarinesi non residenti avanzata nell’ultima preconsulta dei presidenti delle 25 collettività di sammarinesi presenti nel mondo. Segnalano con estrema chiarezza che il nostro Paese, i suoi meccanismi politici ed istituzionali, sembrano temere le cose nuove. Sembrano paralizzati dal demone del conservatorismo. Sembrano pensare che il mestiere di chi può decidere sia solo quello di rinviare; il mestiere di chi ha il potere sia solo quello di usarlo per mettere veti, paletti, bloccare sul nascere quella meraviglia che è il nuovo. Il nuovo che sorge dal talento, dalla scienza, dall’energia delle donne e degli uomini. Il nostro Paese deve tornare ad avere voglia di futuro. Il futuro è l'unico tempo in cui possiamo andare. Gran parte della popolazione sammarinese chiede uno Stato più aperto e dinamico, più giovane e mobile. Una Repubblica del nuovo millennio e non della fine del secolo precedente. Uno Stato dell'ascolto e della ricerca, del rigore e della responsabilità, dei doveri e non solo dei diritti, della ricerca, della scienza e della tecnologia e non degli steccati ideologici, della legalità e non della furbizia. Perché una comunità umana non vive senza i valori, senza le ragioni che illuminano il cammino collettivo e forniscono un senso alle cose. Non possiamo essere una società che conosce il prezzo, ma non il valore delle cose. Una società arida, in cui rapporti umani sono puramente strumentali e si vive schiacciati dall’egoismo, dall’insicurezza e dalla solitudine. Il compito dei partiti al governo e di tutti i riformisti dentro e fuori il governo è di aprire un ciclo nuovo nella vita della Repubblica di San Marino, della sua democrazia, delle sue istituzioni.
Serve un soggetto politico che sia in grado di dare una guida politica e morale al Paese, di farlo crescere, di rinnovare la fiducia in se stesso, di costruire l’identità di una nazione moderna. Questa la missione storica che assegniamo al Partito Democratico sammarinese: un nuovo soggetto politico, capace di guidare la Repubblica di San Marino in un passaggio storico della nostra vita sociale. Questo è il compito della sinistra democratica sammarinese, costruire una più grande e nuova forza riformista: il Partito Democratico Sammarinese, una svolta non solo necessaria. Possibile!
