Il PD sammarinese è solidale con Giorgio Felici della Cdsl sul problema del nido statale. 
Il PD sammarinese è pienamente d’accordo con l’intervento fatto da Giorgio Felici sul grave problema degli asili nido. Quale partito non ancora rappresentato ne al Congresso di Stato ne al Consiglio Grande e Generale per il semplice motivo di essere nati nel 2008 e quindi dopo le elezioni del 2006, confermiamo e rafforziamo convinti le accuse mosse al sistema politico colpevole di essere lontano dai bisogni della gente ed in questo specifico caso dai problemi delle giovani coppie che lavorano e hanno dei figli da crescere. Noi del Partito Democratico vogliamo la Repubblica di San Marino con uno stato sociale nuovo, non solo risarcitorio, ma creatore di chances, opportunità e sviluppo. Uno Stato che non lasci sole le persone e le famiglie, riorganizzando la spesa pubblica secondo nuove priorità: asili nido e strutture per l’infanzia, promozione di genitorialità, sostegni per la non autosufficienza, servizi a chi è portatore di disabilità, un sistema di ammortizzatori sociali e di formazione permanente per accompagnare il lavoratore e tutelarlo dalla precarietà, un sistema sanitario che assicuri universalità di prestazioni anche facendo leva su forme di compartecipazione, politiche per l’inclusione e l’integrazione sociale. Vogliamo uno Stato che sappia crescere i suoi bambini e i suoi adolescenti riconoscendo i loro diritti e rimuovendo ogni ostacolo sociale e culturale ad una crescita sana e allo sviluppo della personalità. Una società che preservi e tuteli i territori e gli spazi per l’infanzia e l’adolescenza con asili nido e scuole zero-sei anni, programmi televisivi pensati per bambini e adolescenti, città e territori progettati per i più piccoli, servizi di sostegno per l’adolescenza, tutela da ogni forma di abuso e violenza, innalzamento dell’obbligo scolastico. In questo senso, ci sembra doveroso e attuabile la possibilità di poter offrire a tutte le famiglie con reddito insufficiente, che non trovano posto nel nido statale perché i posti sono insufficienti, la possibilità di portare i propri figli in strutture private usufruendo di un rimborso utile a pareggiare il costo delle rette pubbliche. La politica deve far uscire la Repubblica di San Marino da una transizione da troppi anni incompiuta, che sta logorando la qualità della democrazia sammarinese e allargando il solco tra politica e cittadini: una distanza che se non colmata con una forte iniziativa democratica rischia di divenire facile terreno per derive qualunquiste, antipolitiche. Con il Partito Democratico sammarinese vogliamo una Repubblica che liberi le donne dagli ostacoli che ne impediscono l’accesso al lavoro e l’affermazione professionale: con politiche di formazione e servizi che concilino lavoro e vita personale; con incentivi che promuovano ogni forma di occupabilità e accrescano il livello di occupazione femminile; con tempi di lavoro rimodulati; con tutele e diritti che contrastino la precarietà; con incentivi all’imprenditoria femminile e alla valorizzazione delle capacità delle donne.
Un Paese che innovi il suo sistema di protezione sociale con servizi per le persone e la famiglia, che aiuti a crescere i bambini e i figli!