Se l'uguaglianza degli esseri umani non è un'opzione facoltativa, le frontiere, l'etnie, le appartenenze di qualsiasi genere perdono ogni rilevanza e ogni effetto nel riconoscimento della parità di diritti, di qualsiasi diritto. Questo principio suggerisce comportamenti fraterni e d'amicizia con le persone che oggi vengono definite gli "altri" rispetto agli occidentali della geografia e della storia, rispetto ai ricchi e potenti che credono di dominare il presente. Un domani non lontano il mondo sarà dominato da discendenti di coloro che oggi vengono definiti stranieri, estranei, gli "altri". Il futuro sarà soprattutto di chi oggi lo sta costruendo, di chi scopre, apprende e produce; di chi oggi viene sfruttato; di coloro che chiamiamo "in via di sviluppo".
Per una volta almeno le convinzioni e le convenienze si dovrebbero incontrare.