Il compito dei partiti al governo e di tutti i riformisti dentro e fuori il governo è di aprire un ciclo nuovo nella vita della Repubblica di San Marino, della sua democrazia, delle sue istituzioni. Serve un soggetto politico nuovo che, per la sua forza e le sue radici, sia in grado di dare una guida politica e morale al Paese, di farlo crescere, di rinnovare la fiducia in se stesso, di costruire l’identità di una nazione moderna.
martedì, 24 febbraio 2009

U.S.A. VERSO LA STABILIZZAZIONE DEL SETTORE IMMOBILIARE

La casa prima di tutto

L'amministrazione Obama presenta un piano da 75 milioni di dollari per la stabilizzazione del settore immobiliare.


immagine documento Un piano molto più ambizioso e costoso di quanto immaginavano gli analisti del settore. Così il New York Times sottolinea l’imponenza dell’ultima “magia” di Barack Obama: il piano da 75 milioni di dollari finalizzato alla stabilizzazione del settore immobiliare. Con tale stanziamento il governo intende dare repiro a nove milioni di americani e aiutarli a ricontrattare o rifinanziare il proprio mutuo, in modo da riuscire a rimborsarne le rate.

Gli esperti prevedono che almeno una casa ipotecata su 10 è in mora o soggetta a pignoramento, e che almeno sei milioni di famiglie potrebbero perdere le proprie abitazioni nel giro dei prossimi tre anni, a meno che il governo americano non intervenga.

Il piano di sviluppa su tre livelli. Il primo prevede di aiutare i possessori di case in corso di pagamento, che a causa degli alti tassi di interessi non possono rifinanziare. Il secondo è pensato per gli oltre quattro milioni di persone che rischiano di perdere le loro case. Il governo americano agirà sugli enti creditizi, stanziando incentivi per quelli disposti a rinegoziare i mutui. L’ultimo si propone di incrementare il credito disponibile per le ipoteche, raddoppiando gli aiuti finanziari a Fanny Mae e Freddie Mac, i due colossi specializzati nella concessione di prestiti immobiliari.

Nonostante l’imponenza del progetto, il Presidente tiene i piedi per terra: “Questo piano – afferma - non salverà tutte le case, ma darà a milioni di famiglie la possibilità di evitare il lastrico e di ricostruire. Servirà a prevenire le più catastrofiche conseguenze della crisi e le sue pesanti ripercussioni sull’economia”.

Questo piano si affiancherà a quello di stimolo, varato dall’amministrazione Obama nei giorni precedenti, in quanto, come ricordato più volte dal presidente, la stabilità del settore immobiliare costituisce un presupposto irrinunciabile. Anche l’opposizione riconosce la portata innovativa e l’immediata necessità del provvedimento, come sottolineato dal repubblicano John Boehner che lo definisce “un passo importante”. Il piano prenderà vita il prossimo 4 marzo, quando l’amministrazione renderà noti ulteriori dettagli.


mercoledì, 19 novembre 2008

notizie dal Pd italiano

"Il nuovo tempo della Storia"

410406 Elezioni americane e crisi finanziaria, sono questi i due temi su cui i partecipanti alla giornata di studi promossa dal PD si sono confrontati. “Il nuovo tempo della Storia”, questo il titolo dell’appuntamento, ha visto la partecipazione di alcuni dei più importanti intellettuali italiani. Da Tito Boeri a Marcello De Cecco, da Mario Monti a Federico Rampini. E ancora: Angelo Panebianco, Sergio Romano, Nadia Urbinati, Luigi Spaventa e Charles Kupchan.

Con il coordinamento di Ferruccio De Bortoli, i partecipanti si sono ritrovati a discutere del particolare momento storico che il mondo sta vivendo. Da una parte la crisi finanziaria ed economica, dall’altra l’elezione di Barack Obama. Due eventi di segno opposto ma che possono determinare l’inizio di una nuova stagione di importanti cambiamenti e forti aspettative.

La più ottimista, su questo punto è Nadia Urbinati. “Obama – dice – rappresenta una nuova coalizione che cambierà la politica americana”. Per l’economia, continua la docente di scienze politiche alla Columbia University di New York, il futuro presidente americano intende dare una nuova dimensione “all’incrocio tra globalizzazione e nazionalizzazione” attraverso alcune prime importanti azioni: una maggiore regolamentazione degli strumenti di controllo dei mercati e una particolare attenzione alla classe operaia.

Sul carattere innovatore del primo presidente afroamericano Angelo Panebianco è più cauto. Certo “Obama si è contrapposto all’establishment democratico”, ricorda il politologo campano, ma è presto per dire cosa sarà l’ex senatore dell’Illinois per il futuro del mondo e dell’America. Come è presto, sostiene ancora Panebianco, affermare che “l’egemonia USA sia ormai finita”.

Semmai, sostiene invece Sergio Romano, piuttosto di soffermarsi sul ridimensionamento dell’influenza mondiale degli Stati Uniti è meglio concentrarsi sul ruolo a cui l’Europa, in questo quadro di rapidi e violenti mutamenti, dovrebbe ambire. Per lo storico vicentino, infatti, l’Europa dovrebbe “correggere” gli errori o almeno “rendersi complementare” alle altre leadership mondiali.

Anche perché, come ha sottolineato Mario Monti, la globalizzazione sta vivendo una “grande crisi sistemica” che è solo il preludio ad una crisi ben peggiore. Per questo bisogna dotarsi di strumenti adatti ad affrontare le nuove sfide del futuro ed è per questo che la nuova leadership americana accentra su di sé tante aspettative. Aspettative che però, devono fare i conti con il passato. Tito Boeri ricorda infatti che non sembra esserci grandi cambiamenti nella coalizione costruita da Obama da quelle del passato. Inoltre, come ha fatto notare anche Federico Rampini, molti dei volti che andranno a formare il gabinetto di Obama provengono dalla stagione Clinton. Cioè, sottolinea ancora Rampini, quella stagione che ha in parte contribuito alla deregulation, che sarà perseguita con maggior ostinazione poi da Bush, e che ha indebolito fortemente il sistema del welfare.

Tuttavia, spiega Marcello De Cecco, sebbene nel team di Obama facciano capolino molti ex di Clinton, l’impostazione del presidente afroamericano fa pensare ad un vero cambiamento, al di là delle facce più o meno note. Gli ultimi discorsi di Obama, osserva l’economista, sono radicalmente “all’opposto” dell’atteggiamento sfoggiato da Bush in questi anni. Forse, affidarsi all’esperienza dei clintoniani non è necessariamente una nota dolente per il nuovo presidente perché, sottolinea con malizia De Cecco, se avranno successo sarà un bene per tutti, altrimenti Obama potrà cambiare linea con maggior fermezza e senza remore dopo che la prima squadra sarà “bruciata” dall’eventuale insuccesso nell’affrontare la grande crisi che sta mettendo in ginocchio la middle class americana.

In ogni caso Luigi Spaventa invita a “non avere illusioni” su Obama. Specialmente per quanto riguarda il suo approccio con le relazioni fuori dall’America. “Nei suoi discorsi – sottolinea Spaventa – non ha mai parlato di collaborazioni internazionali”, eppure Charles Kupchan, che alla giornata di studi del Partito Democratico, ha partecipato con un video, afferma come sia possibile per i governi mondiali una nuova luna di miele con l’amministrazione democratica, un nuovo “senso di reciprocità” che permetterà discussioni multilaterali in merito a problemi importanti. “Credo – conferma Kupchan - che la chiave sia il fatto che i canali della comunicazione sono stati ripristinati e che entrambi i lati si ascolteranno”.

G.R.

mercoledì, 05 novembre 2008

Elezioni americane e di San Marino

GONGRATULAZIONI PRESIDENTE BARACK OBAMA!!!
410406
Anche a San Marino come negli USA:
 
A testimonianza della grande attenzione posta da Barack Obama verso tutti i suoi sostenitori riportiamo di seguito la lettera ricevuta dal 44° Presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama.
Sulla scia della netta affermazione dei democratici americani auspichiamo anche per San Marino il successo della coalizione Riforme e Libertà, certi che nel mondo intero la strada da seguire sia quella del progresso e del riformismo contro le catene dell'immobilismo che i conservatori ed i centri di potere tentono di allacciare alla comunità sammarinese per il bene di pochi singoli assettati di potere e denaro.
Voltiamo pagina e guardiamo al futuro con speranza, ora si può!
 
Alessandro CorbelliCorbelli001
Presidente, PD sammarinese
candidato indipendente n°20 Lista PSD - coalizione Riforme e Libertà
 

Da: Barack Obama [mailto:info@barackobama.com]
Inviato: mer 05/11/2008 6.57
A: Partito Democratico Repubblica di San Marino
Oggetto: How this happened
Dear Alessandro Corbelli (Partito Democratico Sammarinese)--

I'm about to head to Grant Park to talk to everyone gathered there, but I wanted to write to you first.

We just made history.

And I don't want you to forget how we did it.

You made history every single day during this campaign -- every day you knocked on doors, made a donation, or talked to your family, friends, and neighbors about why you believe it's time for change.

I want to thank all of you who gave your time, talent, and passion to this campaign.

We have a lot of work to do to get our country back on track, and I'll be in touch soon about what comes next.

But I want to be very clear about one thing...

All of this happened because of you.

Thank you,

Barack

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