Il compito dei partiti al governo e di tutti i riformisti dentro e fuori il governo è di aprire un ciclo nuovo nella vita della Repubblica di San Marino, della sua democrazia, delle sue istituzioni. Serve un soggetto politico nuovo che, per la sua forza e le sue radici, sia in grado di dare una guida politica e morale al Paese, di farlo crescere, di rinnovare la fiducia in se stesso, di costruire l’identità di una nazione moderna.
sabato, 25 aprile 2009

Il Pd ha come modello la vecchia Dc

Il Pd ha come modello la vecchia Dc, punta ad un elettorato sempre più centrista e "moderato". Per le Europee ha candidato poche donne, e nelle posizioni di sicura eleggibilità ci sono quasi tutte donne ex democristiane della Margherita.


lunedì, 20 aprile 2009

In Europa con Alessandro Corbelli

L'Europa e l'immigrazione.

l'Italia è a un passo dalla costa africana ed è la naturale porta d'ingresso per l'immigrazione in Europa. Milioni di giovani, anche con buona formazione, sono attratti nel nostro Paese a causa di un grande squilibrio esistente nello sviluppo e causa del grande ritardo nell'attivazione di efficaci e prolungate politiche di cooperazione economica.

Dobbiamo costruire delle politiche efficaci, non solo per la sicurezza e la protezione dei nostri paesi, ma per affrontare anche gli aspetti positivi, di lavoro, di contributo sociale e culturale che da questa apertura può venire.

In questo scenario così complesso e dinamico l'Italia è chiamata ad esercitare un più forte protagonismo politico e una più incisiva responsabilità, sia per i propri interessi che per quelli di tutto il continente europeo. Le numerose iniziative per la pace e lo sviluppo economico del bacino meridionale del Mediterraneo hanno determinato progressi purtroppo solo parziali e inadeguati.

L'Assemblea parlamentare euro-mediterranea, partecipata da numerosi paesi dell'area, rappresenta il braccio parlamentare di tale processo. Costituisce un esempio, sulla cui linea è necessario rafforzare un dialogo aperto, sincero e costruttivo.

Sono certo che pur in mezzo a tante difficoltà avremo la forza di dare il nostro contributo per rendere l'Europa più forte e più efficace nella sua azione.


domenica, 29 marzo 2009

PRESENTATA LA CANDITATURA AL PD PER LE ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO

Alessandro Corbelli  logo pd

Uniti per l'Europa !                    

NOMINATION

 

Serve una forte unità progressista e democratica per contrastare il pericolo del ritorno ad un'Europa conservatrice contraria alla modernizzazione, la ricerca, l'istruzione, l'etica sociale, i diritti dell'uomo, l'energie rinnovabili, la pace nel mondo, la tutela e valorizzazione dell'ambiente, l'integrazione sociale, i deboli...... !!!
Lavoriamo per un'Europa solidale, politicamente forte e stabile.

Our mission:
Molti amici sostengono la mia candidatura al Parlamento Europeo, unisciti anche te a loro.

sabato, 29 novembre 2008

i cattolici e la politica

San Marino Basilica del SantoI CATTOLICI SONO CONSERVATORI O PROGRESSISTI?
Le responsabilità della ex DC nello stravolgimento della cultura democratica egemonicamente assimilata.

In Italia abbiamo potuto constatare come l’unità politica dei cattolici, espressa in gran parte attraverso il consenso o l’appartenenza politica alla Democrazia Cristiana, sia andata frantumandosi nello stesso momento in cui andava crollando il “vecchio” sistema politico di potere. Abbiamo verificato come la DC, protagonista del vecchio sistema politico, abbia stravolto completamente le regole ed i contenuti fondamentali della cultura democratica (egemonicamente assimilata), provocando un netto contrasto con la coscienza religiosa dei cattolici, dettata della stessa fede. Questo contrasto ha determinato in termini politici, la rottura dell’unità dei cattolici. La profonda riflessione, aperta dai cattolici, sui problemi che emergono dal mondo moderno, ha conseguentemente lasciato scaturire una reale divisione sul tipo di risposta da dare. Divisione questa, che in termini politici con il delinearsi dei poli conservatore e progressista, pone a tutti noi una domanda:
“ I cattolici sono conservatori o progressisti?”
A mio parere, la risposta è una sola: "i cattolici sono cattolici e basta, fuori da ogni appellativo politico!"
Questo, allo stesso tempo, li rende liberi di esprimere il proprio consenso politico o la stessa azione politica in modo a volte diversi l’uno dall’altro, secondo i valori morali e religiosi presenti all’interno della propria coscienza. In questo senso va ricordato il lungimirante “richiamo all’unità dei cattolici nel campo della politica”, fatto dal Santo Padre Papa Giovanni XXIII e riportato dal TG1 ore 13,30 del lontano 14/01/1994. Questo è ben diverso dall'affermare che l’allora Papa Giovanni XXIII abbia voluto sollecitare i cattolici a creare un unico partito nazionale o abbia voluto consigliare di appartenere politicamente al solo centro moderato e conservatore, bensì è servito a stimolare il popolo dei cattolici a adoperarsi unitariamente per l’affermazione in politica e per la politica di quei valori cristiani fondamentali quali l’eguaglianza, la solidarietà, l’amore, il rispetto per il prossimo, la pace, il diritto di libertà, ecc. Valori, questi, che anche nelle precedenti epoche storiche venivano considerati progressisti ed apportatori di un profondo rinnovamento sociale.
Oggi, è più che mai necessario che i cattolici s’impegnino a favorire, attraverso la fattiva partecipazione alla vita politica della nostra Repubblica, quel processo di Riforme politiche e sociali necessarie per decretare la fine del vecchio sistema di potere. A tal fine sollecitiamo la discussione politica ed il sano confronto con tutti i cattolici che ancora non si ritrovano a condividere insieme a noi il progetto riformista, ponendo fine alla tradizionale convivenza politica con la parte moderata e conservatrice del centro politico.
Alessandro Corbelli

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