
I CATTOLICI SONO CONSERVATORI O PROGRESSISTI?
Le responsabilità della ex DC nello stravolgimento della cultura democratica egemonicamente assimilata.
In Italia abbiamo potuto constatare come l’unità politica dei cattolici, espressa in gran parte attraverso il consenso o l’appartenenza politica alla Democrazia Cristiana, sia andata frantumandosi nello stesso momento in cui andava crollando il “vecchio” sistema politico di potere. Abbiamo verificato come la DC, protagonista del vecchio sistema politico, abbia stravolto completamente le regole ed i contenuti fondamentali della cultura democratica (egemonicamente assimilata), provocando un netto contrasto con la coscienza religiosa dei cattolici, dettata della stessa fede. Questo contrasto ha determinato in termini politici, la rottura dell’unità dei cattolici. La profonda riflessione, aperta dai cattolici, sui problemi che emergono dal mondo moderno, ha conseguentemente lasciato scaturire una reale divisione sul tipo di risposta da dare. Divisione questa, che in termini politici con il delinearsi dei poli conservatore e progressista, pone a tutti noi una domanda:
“ I cattolici sono conservatori o progressisti?”
A mio parere, la risposta è una sola: "i cattolici sono cattolici e basta, fuori da ogni appellativo politico!"
Questo, allo stesso tempo, li rende liberi di esprimere il proprio consenso politico o la stessa azione politica in modo a volte diversi l’uno dall’altro, secondo i valori morali e religiosi presenti all’interno della propria coscienza. In questo senso va ricordato il lungimirante “richiamo all’unità dei cattolici nel campo della politica”, fatto dal Santo Padre Papa Giovanni XXIII e riportato dal TG1 ore 13,30 del lontano 14/01/1994. Questo è ben diverso dall'affermare che l’allora Papa Giovanni XXIII abbia voluto sollecitare i cattolici a creare un unico partito nazionale o abbia voluto consigliare di appartenere politicamente al solo centro moderato e conservatore, bensì è servito a stimolare il popolo dei cattolici a adoperarsi unitariamente per l’affermazione in politica e per la politica di quei valori cristiani fondamentali quali l’eguaglianza, la solidarietà, l’amore, il rispetto per il prossimo, la pace, il diritto di libertà, ecc. Valori, questi, che anche nelle precedenti epoche storiche venivano considerati progressisti ed apportatori di un profondo rinnovamento sociale.
Oggi, è più che mai necessario che i cattolici s’impegnino a favorire, attraverso la fattiva partecipazione alla vita politica della nostra Repubblica, quel processo di Riforme politiche e sociali necessarie per decretare la fine del vecchio sistema di potere. A tal fine sollecitiamo la discussione politica ed il sano confronto con tutti i cattolici che ancora non si ritrovano a condividere insieme a noi il progetto riformista, ponendo fine alla tradizionale convivenza politica con la parte moderata e conservatrice del centro politico.